Nicholas Barisich
Giocava l'Italia, quel giorno. Mi ricordo che là dentro faceva un gran caldo e così decisi che era ora di uscire fuori. Giusto in tempo per il mio compleanno...
A Roma era come tutti i 29 Giugno un giorno festivo, i Santi Pietro e Paolo però per una volta venivano snobbati e rimpiazzati da Marco e Antonio: 2-1 e tutti in semifinale!
Passano i primi anni di vita e arriva il giorno del mio quinto compleanno, dove ricevetti in regalo il tanto desiderato mangiadischi Penny: era arancione e funzionava esclusivamente con i dischi di Cristina D'Avena; forse è lì, in quel punto preciso, che iniziò tutto...
Vanno via senza esitazioni gli anni delle elementari e mi ritrovo alle medie. Come tutti gli studenti delle medie due erano le lezioni che preferivo: educazione fisica e musica! e per ognuna delle due lezioni anche io avevo i miei buoni motivi per non seguirle al meglio! la prima era la più scontata: dieci giri di corsa attorno alla scuola erano troppi e su un percorso di cui tre quarti non potevano essere monitorati dall'occhio del professore veniva automatico fermarsi per parlare di calcio e di quella ragazzina della seconda B che, a detta di tutti, aveva il suo perchè...
Tra i maschi parlare di musica non andava un granchè di moda, forse perchè la testa era troppo presa dai problemi in difesa di Roma, Lazio, Juve e Milan o perchè ci si chiedeva cosa si dovesse fare per riuscire a parlare con quella della seconda B!!!
Le femmine invece di musica ne parlavano molto, quasi sempre: c'erano i Take That in quel periodo e gli adesivi di "Cioè" avevano il potere di coprire tutto il verde fiume dei loro banchi. Sui nostri invece, manco a dirlo, campeggiavano i primi piani di Roberto Baggio, Marco Van Basten e Giuseppe Giannini i cui sguardi pareva ci indicassero il modo per trovare la superficie totale del cono. Forse anche Mark Owen sortiva lo stesso effetto a quelle bambine che nel giro di pochi giorni diventavano donne e di conseguenza non ti consideravano più, neanche per farsi dire la formula della superficie totale del cono!
Le lezioni di musica erano invece il modo migliore per non fartela apprezzare: un flauto dolce di plastica con un suono oggettivamente indefinito non era a mio parere il modo migliore per avvicinarsi alla musica! Ma, flauti dolci di plastica a parte, il mio modo di avvicinamento alla musica me lo sono trovato con una vecchia tastiera Bontempi alimentata con 8 torcioni rinvenuta in soffitta! Da lì ho iniziato ad appassionarmi a quelle sette note che sanno ogni volta aprirti un universo sempre nuovo.
La Bontempi fu quindi il Big Bang della mia voglia di scrivere canzoni ma ancora mi mancava qualcosa e così, un pò per caso e un pò no, una sera del '96 Italia Uno trasmetteva un concerto rock: eccolo lì il mio suono, le frequenze, i volumi e la passione giusta! E viene tutto da lì, da quello strumento a sei corde attaccato a un grosso scatolone nero con scritto "Marshall". Dal giorno dopo iniziai a supplicare i miei genitori di regalarmi una chitarra. Regalo ricevuto dopo un pò di tempo per il mio compleanno, me la portò mia madre mentre giocavo al computer una finale mondiale tra Italia e Spagna con Fifa '97 (partita sospesa e mai più ripresa). Le mie preghiere e le mie suppliche erano state ascoltate ed esaudite (lo ammetto, sono stato un pò viziatello!) e finalmente avevo in mano l'oggetto del desiderio che non ho mai più abbandonato.
Gli anni dell'adolescenza sono andati via così, tra lezioni di chitarra, pomeriggi in camera con la chitarra, a scuola...ebbene si, anche lì ogni tanto mi portavo la chitarra!!! In ogni tragitto che dovevo fare ero sempre accompagnato dal mio walkman: a piedi, sullo 05 barrato o in metro, con il sole o con la pioggia; cuffie nelle orecchie e zainetto porta cassette e batterie di ricambio! Avevo le cassette dei Beatles, dei Queen, dei Led Zeppelin e degli U2, ma anche quelle di Ligabue, Litfiba, Negrita e chissà quante ancora! Ascoltavo e riascoltavo, carpivo, mi lasciavo trasportare e mi lasciavo insegnare qualsiasi cosa potessero insegnarmi. La sera poi prima di andare a dormire continuavo ancora un pò a giocare con la chitarra, aprivo il mio quadernino e iniziavo a scrivere pensieri, frasi, melodie abbozzate, idee e piano piano mi rendevo conto che diventavano canzoni! Incredibile!!!
Questo racconto è un riassunto di quello che mi ha portato a iniziare a scrivere canzoni: fare una biografia che somigliasse a un curriculum la trovavo una cosa piuttosto noiosa e troppo "professionale". Tutto questo non può essere definito un lavoro ma neanche un hobby.
E' qualcosa di più.